lunedì 21 maggio 2007

24 ore del Mai Zeder


Questa era la prima volta che mi cimentavo in una gara di questo tipo: una 24 ore di corsa! La 24 ore del "Mai Zeder" (mai zeder = non mollare mai in dialetto trentino). La formula della gara prevedeva due possibilità: l'individuale e la staffetta composta da 10 persone. Grazie all'invito degli amici della squadra "10 over" (GRANDI!!!) ho potuto entrare in una delle staffette. Il percorso di 4 km circa prevedeva un circuito attorno al lago di Piné in Trentino con pochi dislivelli che con il passare delle ore sono diventati dei passi alpini (!). Al di là dei risultati e della parte tecnica (che trovate ben dettagliati sul sito della manifestazione) per me è stata un'esperienza veramente bella. Ho corso in tutto 34 km, in frazioni da 4 e da 8km ciascuna; detto così sembra un impegno "normale" (un lungo in preparazione di una maratona...) ma ci sono diversi fattori che fanno di questo tipo di gare una prova da non sottovalutare. Quali? Queste sono le mie considerazioni da "neo-staffettista"
  • si corre quasi sempre "a tutta"; la distanza corta delle frazioni e lo spirito di squadra invogliano a tirare al massimo, cose poco frequenti per chi - come me - è abituato a gestire le lunghe distanze
  • l'alimentazione non va sottovalutata: non servono grandi quantità di cibo anche se per istinto si tende ad esagerare con gli zucheri; personalmente se dovessi ripetere tale esperienza mi nutrirei di continuo con piccoli spuntini (es. 1/2 panino con formaggio / bresaola /miele), un'adeguata idratazione leggermente salina e limiterei l'assunzione di caffé o altre bevende eccitanti (se si riesce a dormire durante le pause maglio!). Chiaramente il tutto va assunto almeno mezz'ora dopo ogni frazione per permettere la digestione entro la frazione successiva
  • se si riesce una breve dormita non fa male: se i turni di staffetta sono studiati bene si può dormire anche un paio di ore tra un turno e l'altro. La frazione più difficile per me è stata quella delle 6 la mattina: stomaco sottosopra e sonno accumulato per non aver chiuso occhio dopo i caffé bevuti durante la notte...
  • a differenza delle gare classiche in questo tipo di prove è necessario arrivare con diversi ricambi di abbigliamento; il clima, la differenza di temperatura tra giorno e notte (in questo caso +7° / 24°) richiedono diversi cambi e un continuo adeguamento dell'attrezzatura. Non escluderei nemmeno l'uso di scarpe diverse con il passare delle ore (partire con delle A2 e teminare con delle A3 ad esempio...)
Il bilancio di questa prima esperienza per me è stato veramente positivo: l'organizzazione della gara molto buona, dei compagni di avventura simpatici e un ricordo che resterà per molto tempo. Difficilemente capita di correre da soli nel mezzo della notte in riva a un lago con il solo rumore delle scarpe e della propria fatica. Credo che per chi (come me) sogna prima o poi di andare oltre la maratona una manifestazione di questo tipo può essere un ottimo banco di prova, sia partecipando come individuale (auguri!) che come staffettista. Non dimenticavo!!! Un ringraziamento immenso alla mia Eli per il supporto morale, la scorta in bici e il tifo durato per tutta la 24 ore del Mai Zeder!!!

3 commenti:

Massimo ha detto...

... anche per me, caro alberto e mitico compagno di squadra del "10 OVER", era la prima volta ed è stato fantastico: un'esperienza unica ed indimenticabile in tutti i momenti vissuti - e "sofferti" - correndo da solo e nelle lunghe ore passate con gli amici della squadra e gli altri corridori: ti dirò che ogni tanto mi passa per la testa l'idea del "mai zeder 2008", chissà. Un saluto e a presto, Massimo

Marco Rottigni (AKA RoarinPenguin) ha detto...

Beh... che dire, se non che da povero milanese inquinato non vedo l'ora di venire nella splendida Val Di Non il prossimo agosto... sebbene non sia un patito di corsa come te, almeno potrò fare qualche passeggiata nei luoghi incantati che sono così vicini a dove abiti tu ;)
Un saluto,
RoarinPenguin

Anonimo ha detto...

Mitico Alberto, ecco altri due tuoi compagni di squadra del "10 Over" (Christian e Daniela) che confermano tutto quello che hai detto.
La "24 ore del mai zeder" è stata un'esperienza fantastica, inimmaginabile se non provata. Ti confermo che anche per noi non è possibile paragonare un "lungo" di 30Km con i 33Km fatti in occasione della 24 ore. In ogni frazione di 4 Km abbiamo cercato di dare il massimo e, frazione dopo frazione i 4 Km diventavano infiniti!! Non parliamo di quelli che hai definito piccoli dislivelli!! Nelle frazioni della mattina - con gli occhi che si chiudevano e l'acido lattico ormai compagno d'avventura - avevamo l'impressione di dover affrontare un valico alpino!!!
E' stata veramente un'esperienza unica che certamente speriamo di poter ripetere nel 2008. Un caro saluto e a presto, Christian e Daniela