lunedì 4 giugno 2007

dalla bicicletta alla corsa

...è una pura questione di sopravvivenza!!! credo di essere uno dei tanti appassionati di bicicletta da strada che ha deciso di abbandonare quasi totalmente questo sport per il grosso pericolo che comporta praticarlo. Negli ultimi 10 anni le strade trentine sono diventate sempre più difficili e pericolose per i ciclisti, non sempre disposti ad essere confinati sulle piste ciclabili, belle, ben fatte ma lontane da essere una vera rete come ci insegnano i nostri vicini austriaci. Un esempio per tutti: fino a pochi anni fa il giro più praticato dai ciclisti trentini era il "giro di Riva"; la costruzione delle gallerie del "bus de Vela", senza pensare a un passaggio per le biciclette ha di fatto chiuso il collegamento ciclabile tra la città di Trento e la valle dei laghi rendendo impossibile percorrere questo giro senza rischiare la vita "tuffandosi" in discesa nelle gallerie. La bicicletta è rimasta così il mio mezzo di spostamento in città. Certo, qui l'aria non è tanto migliore (in tutti i sensi...): di rete di ciclabili a Trento non si può assolutamente parlare: esistono diversi spezzoni scollegati tra loro che spesso e volentieri terminano in mezzo al nulla! Per quanto riguarda il rispetto dei ciclisti da parte degli automobilisti: no comment! I limiti di velocità e gli attraversamenti ciclopedonali sono diventati concetti astratti. Sono tornato recentemente da un viaggio in Olanda: in ogni centro abitato e su tutte le strade extraurbane la strada è sempre affiancata da una pista ciclabile, e se non c'è posto per la ciclabile si stringe la strada per farcela stare (!). Non serve molta fantasia, non servono molti consulenti: basta copiare e avere un po' di coraggio!

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