sabato 9 giugno 2007

ultramarathon man

Ho appena finito di leggere il libro "ultramarathon man" di Dean Karnazes: sinceramente quando finirò la prossima maratona non penserò più di aver fatto un'impresa!!! Qualche consiglio da qualcuno che dopo una decina di maratone ha deciso di andare oltre? Come cambiano ad esempio la preparazione e l'alimentazione? E' più difficile partire da zero e fare una maratona o partire da una maratona e pensare di fare il Passatore?

2 commenti:

Cristiano ha detto...

Ciao Albert.
Anch'io mi sono incuriosito alla notizia dell'uscita del libro di Dean Karnazes. Cerchero' di regalarmi il tempo per leggerlo.
Per tentare una risposta al tuo quesito penso sia di gran lunga piu' difficoltoso muovere il primo passo di corsa che sommare quelli necessari per andare da Firenze a Faenza.
Una volta iniziato, ammaliati e catturati dal piacere profondo della corsa e' facile desiderare che questo piacere si protragga nel tempo, per un passo ancora... per un giro ancora... per un chilometro ancora...
Buona corsa. Cristiano

Laura ha detto...

Ciao. A gennaio 2004 dicevo che odiavo la corsa. A ottobre 2004 ho fatto la maratona di Venezia, pensando che sarebbe stata la prima e sola. Il giorno dopo ho inziato a pensare alla seconda. Fatta a Finisterre (Bretagna) nel giugno 2005. A ottobre 2006 ho fatto i Templiers (66 km, 3000 m di dislivello), e all'inizio di giugno sono partita sotto l'acqua e la neve per la Cro Magnon (103 km, 5000 m disl), ma la gara è stata annullata per neve al 15 km. Attualmente mi fa più paura pensare ad una maratona tutta su asfalto, che ad una ultra con dislivello e terreni diversi dove, tutto sommato, ci si massacra meno, nonostante si corra molte più ore
Laura (anch'io alla 24h del Mai zeder con le "Svitate")