lunedì 10 settembre 2007

Jungfrau Marathon

E' difficile riassumere a parole tutte le emozioni provate sabato 8 settembre 2007 durante la Maratona dello Jungfrau. Ci provo, cominciando dal perché ho scelto di correre questa gara: qualche anno fa ho letto "Parete Nord" un libro sulla storia della conquista dell'Eiger e in particolare della sua terribile parete nord. In tutti i racconti (alcuni finiti purtroppo tragicamente) si citava la località di Kleine Scheidegg come base di partenza di tutte le spedizioni alpinistiche. Quando un paio di anni fa ho scoperto che a Kleine Scheidegg arrivava una maratona e che questa era descritta come una delle più belle al mondo ho deciso che prima o poi avrei abbinato la partecipazione alla manifestazione a un viaggio nella regione dello Jungfrau. Così, a gennaio di quest'anno ho provato a iscrivermi: la gara è a numero chiuso e bisogna partecipare a una lotteria per "tentare" la fortuna che consiste nel diritto di iscriversi. Quando a marzo sul sito della maratona ho scoperto che ero tra l'elenco dei partenti è stata una gioia incredibile.
Finalmente, dopo mesi di duri allenamenti e gli ultimi quindici giorni passati a lottare con una fastidiosa infiammazione al tibiale anteriore giovedì 6 settembre siamo partiti alla volta di Interlaken, punto di partenza della maratona. La Jungfrau Marathon, a differenza delle maratone "di pianura" si svolge di sabato: è una scelta a mio avviso azzeccata: non sei costretto a partire di fretta la sera dopo l'arrivo per tornare a casa, ma hai la possibilità di goderti la serata del dopo-gara e "fare il turista" il giorno dopo, magari "tirandotela un pochino" con la maglietta da finisher... Chiaramente sarebbe difficile proporre la data di sabato in una gara cittadina, guai a fermare le automobili!!! In questo caso le automobili non si vedono proprio: il giorno della gara a Interlaken non è possibile parcheggiare (si raggiunge la partenza solo a piedi, in autobus o in treno) e lungo il percorso, dal km25 in avanti per tutto l'anno è vietato il traffico automobilistico, compreso nella rinomata stazione sciistica di Wengen.
Il percorso è un crescendo di panorami ed emozioni: si parte da Interlaken (566m s.l.m.); i primi 26km si snodano tra strade secondarie metà su asfalto e metà su sterrato (tirato liscio come un biliardo!) superando circa 200m di dislivello e quindi con la possibilità di fare un bel ritmo (senza esagerare per non pagare più avanti...). A Lauterbrunnen (795m s.l.m.) da dove si è già passati alla 1/2 maratona si percorre un anello di circa 5km nella valle e si comincia la gara vera. Da questo punto comincia la parte più impegnativa: una salita di circa 15 km con 1300m di dislivello positivo. Si corre su strade forestali, sentieri e gli ultimi due chilometri su un sentiero di alta montagna sotto il ghiacciaio dell'Eiger. E' la parte più difficile e nello stesso tempo più spettacolare della Jungfrau Marathon: panorami mozzafiato e padroni indiscussi della scena Eiger, Monch e Jungfrau. L'arrivo, dopo una "sadica" discesa che mette a durissima prova le gambe è posizionato alla stazione ferroviaria di Kleine Scheidegg (2061 s.l.m.), punto di arrivo e partenza dei treni che provengono rispettivamente da Wengen, Grindelwald e dallo Jungfraujoch. Adesso qualche piccola considerazione-flash, senza un particolare ordine logico...

pubblico: spettacolare! circa 20000 persone che fanno il tifo lungo strade, sentieri e dalle carrozze dei treni arm
ati di campanacci e ogni genere di strumenti che fanno rumore
musica: tante bande, band suonatori di corni svizzeri e zampogne lungo tutto il percorso
organizzazione: svizzera - se proprio devo cercare il pelo nell'uovo la consegna
delle sacche in partenza può essere migiorata. Per il resto non manca nulla: ogni 5km e ogni 2 km dal 25° in avanti rifornimenti (acqua-sali-té-coca-barrette-frutta-gel-...) con assistenza medica (con ghiaccio spray a volontà per il sottoscritto...).
rifonimenti non ufficali: molti spettatori offrono bevande e cioccolata svizzera!!!
segnalazioni: angoscianti dopo il 25°: sono segnati i 250m!
panorama: insuperabile (ci vuole la fortuna di trovare la giornata che ho trovato io)
abbigliamento&scarpe: come per una maratona su strada, nulla di più (condizioni meteo permettendo, la settimana scorsa in Svizzera è nevicato sui 2000m)
arrivare a Interlaken: la stada più breve dall'Italia è da Milano - Como - Lugano - San Gottardo: da qui si può proseguire per Lucerna in autostrada o tagliare (se il temp
o è bello e non c'è neve) per il Sustenpass (grandi panorami!). Non occorre ricordarsi di pagare i 25€ di bollino perché te lo ricordano appena entri in Svizzera...
sistemazione a Interlaken: offerta di posti letto molto varia, dai numerosi camping agli hotel di superlusso proprio sul viale di partenza. Personalmente ho dormito in campeggio (camping Jungfraublick, comodo, pulito, persone molto gentili e a 2km dalla partenza, forse un po' troppo rumoroso vista la vicinanza con la strada)
per fare un po' il turista: consiglio sicuramente l'escursione con il treno all'interno dell'Eiger con arrivo ai 3600m dello Jungfraujoch: costa una botta ma è un'esperienza indimenticabile. Con più tempo a disposizione anche gli altri percorsi ferroviari nella regione di Interlaken sono sicuramente da provare.
download percorso: ecco la
traccia GPS
tempi: per fare una proporzione io ho 3h05' in maratona - a Interlaken ho impiegato 4h38' (infortunio a parte ad essere sincero non credo sarei sceso sotto le 4h15'). Consiglio comunque di non andare alla Jungfrau per "fare il tempo" (a meno che non siate dei top-runners): meglio perdere qualche minuto e godersi in pieno la festa.
lato agonistico: ecco l'articolo di podisti.net
video-ricordo: è la prima volta che trovo questo servizio: il "finishet clip": gli ultimi 15 secondi di gara in un video scaricabile in formato "wmv".
Sicuramente altri ricordi affioreranno nei prossimi giorni, quando la fatica sarà dimenticata e crescerà la voglia di altre sfide... A proposito, c'è una gara simile che arriva alle pendici del Cervino dalle parti di Zermatt... Perché no?

5 commenti:

eli ha detto...

E' stata un'esperienza fantastica! nei prossimi giorni manderò anche un mio commento da spettatrice!!! un bacio al mio super atleta: sono orgogliosissima di te!!

elis ha detto...

CIAO Albert!
Sei stato davvero grande!!!! Noi abbiamo tifato da Trento e ieri sera sentire i vostri commenti carichi di entusiasmo, ci ha messo voglia di tentare la fortuna con la lotteria il prossimo anno! Bravo!
ciao, elis

eli ha detto...

Un breve commento perché Albert ha scritto tanto (e bene!!!) sulla
nostra splendida avventura. E' stata una giornata pienissima di
emozioni: dalla gara, alla condivisione con migliaia di altre persone
l'ansia di aspettare i propri cari, alla gioia di veder arrivare Albert
con un sorriso bellissimo, al viaggio in treno nel ventre dell'Eiger su
su fino a 3600 metri... Una favola, da lacrime agli occhi per
l'emozione. Le distese di ghiaccio, la neve bianchissima e abbacinante,
incredibile!! E' un viaggio che consiglio davvero a tutti, forse una
sola volta nella vita perché rimane nel cuore per sempre. E poi la gara è splendida, anche per gli accompagnatori, che - se il cielo è sereno, si godono un paesaggio unico al mondo. Per ora passo
e chiudo! BACI!

gianni ha detto...

Bravo Albert!
Adesso corri... solo il rischio di appendere le scarpe al chiodo e passare da runner a writer. Ma conoscendoti direi che non c'è pericolo, a meno che tu non decida di inventare un supporto per appendere al collo la tastiera durante la corsa.
Da padre della sposa ("suocero" è così poco letterario) mi corre l'obbligo di ricordarti di riposare, ogni tanto. La nonna Erna direbbe "rispettarti". Anche se hai dimostrato di saper amministrare molto bene le tue risorse. In fin dei conti si tratta soltanto di dare una passatina di ghiaccio spray anche sulla testa, quando ci vuole...
Con affetto, ammirazione e un pizzico di sana invidia.
Gianni

gianni ha detto...

Mi accorgo che al mio commento mancava una premessa che ritenevo scontata: "Visto il tuo talento di scrittore, adesso corri...".
Come blogger non valgo un pistacchio.
Ciao!
Gianni