lunedì 23 giugno 2008

Lavaredo Ultratrail

Cominciamo dalla fine: ce l'ho fatta! Ho terminato Lavaredo Ultratrail in poco meno di 7h30', stanco ma più che altro ubriaco delle mille emozioni vissute durante la cavalcata dolomitica attorno alle Tre Cime di Lavaredo.
Ecco la cronaca.
Siamo partiti (io e Eli) da Trento venerdì pomeriggio in modo da avere tutto il sabato a disposizione da dedicare al relax. Siamo arrivati alla Villa Gregoriana (base logistica e sede di partenza e arrivo della gara) al tramonto dove ci ha accolto Cristina offrendoci una birra e raccontandoci le fatiche degli ultimi giorni di impegno nell'organizzazione del trail. Abbiamo sistemato il furgone nel prato adiacente alla villa e ci siamo goduti una piacevole serata chiacchierando con i primi atleti arrivati e cominciando a capire un po' meglio cosa ci avrebbe aspettato domenica. Sabato, un' po' alla volta, sono arrivati tutti gli atleti e alle 18.30 puntuali Simone ci ha radunati per il briefing dove ci ha spiegato dettagliatamente il percorso. La sera è trascorsa mangiando montagne di pasta e cercando di carpire più consigli possibile dagli atleti esperti; mi sentivo veramente al primo giorno di scuola, gente che aveva nelle gambe gare come l'Ultra Trail del Monte Bianco, il Cro-Magnon o il Passatore mi facevano sentire piccolo piccolo con il mio bagaglio di maratone su strada e qualche corsa in montagna.
L'atmosfera della sera prima della gara è stata molto bella; il fatto di essere praticamente tutti nello stesso posto (la villa Gregoriana offriva ospitalità sia in stanze che nel prato per i numerosi camperisti) ci ha permesso di conoscere altri atleti e condividere racconti di gare passate lasciando crescere l'adrenalina di momento in momento.

Finalmente poi è arrivata domenica! Sveglia alle 4.50 per rabboccare con un'ultima dose di carboidrati il serbatorio degli zuccheri e per arrivare in partenza con la digestione completata (si partiva direttamente in salita, sarebbe stato stupido far lavorare il fisico anche per digerire...). La giornata era stupenda e la temperatura di circa 10°, subito aumentata con l'arrivo del sole.
Dopo aver controllato almeno dieci volte il contenuto dello zaino e dopo essermi allacciato altrettante volte le scarpe alle 8 in punto è cominciata l'avventura in compagnia degli altri 500 iscritti.
La prima salita che in 8 km porta dai 1120m della partenza ai 2100 del rifugio città di Carpi ho camminato senza mai forzare il ritmo controllando bene il respiro. Anche nella lunga discesa lungo la val d'Onge ho corso controllando il ritmo come mi era stato vivamente consigliato da altri atleti. Dopo 16 km si perde praticamente tutto il dislivello guadagnato nella prima salita e si imbocca la val Marzon che per un breve tratto di strada e poi per sentiero ci porterà fino alla forcella Lavaredo, punto più alto del percorso (2454m) e scenario mozzafiato, dove speravo di incontrare per la prima volta l'Eli e gli amici Elisabetta e Alberto arrivati in mattinata da Trento.
Infatti erano lì ad aspettarmi e a comunicarmi con mia immensa sorpresa che ero nei primi 50! Un veloce saluto per dire che andava tutto bene e che le gambe erano ancora integre. Maledetto ottimismo: dopo neanche 10 minuti appena finita la discesa che portava al vallone sotto le tre cime un passo sbagliato e come fulmini sono partiti dei crampi pazzeschi. Correre era impossibile, camminare quasi. Sono stati due km di pura sofferenza passati a cercare di rimettermi in moto e analizzare la situazione: non mi sentivo stanco, quindi la colpa era quella di essermi idratato poco nelle due salite precedenti: il caldo e il sole mi avevano fatto perdere qualche litro di liquidi. Al primo ruscello ho riempito il camelback di acqua e sali minerali e ho rifatto il pieno. Un grazie a un corridore dall'accento romagnolo nelle mie stesse condizioni che mi ha "imposto" di non fermarmi: "vedrai quando comincia la discesa e ti abbassi di quota i crampi passano". E così è stato. Nella lunga discesa verso il lago di Misurina sono riuscito sempre a correre, ho approfittato per alimentarmi bene, fare un check-up completo di gambe-alimentazione-testa e quando ho raggiunto gli amici che mi aspettavano il morale e il fisico erano nuovamente a posto. In quel momento ho avuto quasi la certezza che potevo arrivare. Anche qui un breve saluto, il tempo di scaricare il peso dello zaino (avevo portato ricambi di vestiario che da quel momento non servivano più) e di ripartire verso la forcella Popena accompagnato da Alberto che mi ha seguito nell'ultimo tratto del percorso. Ormai le gambe erano tornate a posto: la salita ho camminato a passi corti veloci e molto regolari, la discesa l'ho corsa tutta controllando bene il fondo migliore (non come qualche runner-camoscio dalle ginocchia bioniche che letteralmente "volava" tra le zete dei sentieri!). Arrivato al ponte sul fiume Rudavoi incontro l'Eli che ormai è quasi sicura di non rimanere vedova in una bella domenica sulle Dolomiti. Gli ultimi 10 km li ho percorsi in una "trance controllata", non ho quasi mai guardato l'orologio, solamente concentrato per mantenere un ritmo di corsa lento, costante e poco dispendioso. L'eco degli altoparlanti dall'altra parte del torrente mi hanno fatto capire che era fatta, anche su quattro zampe ma sarei arrivato!
Negli ultimi 2-3km ho alternato passo e corsa per arrivare infine nel vialetto di arrivo alla villa Gregoriana con una gioia difficile da descrivere. L'abbraccio dell'Eli, gli applausi, i complimenti dell'organizzazione e degli amici Elisabetta e Alberto saranno difficili da dimenticare.

Dopo la gara docce calde e pasto completo per tutti con qualche buona birra per reintegrare i liquidi. Meglio di così...

Potrei andare avanti a scrivere per ore e continuerebbero ad affiorare i ricordi di questa incredibile avventura.
Un sincero ringraziamento a Simone (instancabile, sempre presente, quasi da sospettare che esistano dei cloni) e ai suoi collaboratori per aver organizzato una gara così speciale che non posso fare altro che sperare di poter ripetere.

Infine due complimenti anche al sottoscritto: quando mi metto in testa qualcosa è difficile che non la porti a termine :-) Sono stati mesi di allenamento, studio di me stesso (alimentazione, ritmi di recupero, concentrazione, gestione della fatica, ...) e di entusiasmo crescente per un appuntamento che metteva insieme due grandi passioni: la montagna e la corsa. Non partecipo spesso a competizioni: mi piace sceglierle, programmarle e assaporarle per un po' di tempo, ma credo che la strada ancora per un po' lascerà lo spazio ai sentieri, alle montagne e alle forti emozioni che sanno dare.

PS: appena il GPS tornèrà in vita (è cotto anche lui...) pubblicherò la traccia del percorso, aggiungendo qualche nota tecnica (attrezzatura - abbigliamento - dieta pre-gara e in gara).

9 commenti:

franchino ha detto...

Complimenti davvero!
La volontà e la determinazione ci fanno fare delle vere imprese. Continua così Alberto!

albertozan ha detto...

Complimenti per l'impresa e per la descrizione..aspetto le note tecniche, diete ecc...

Stefano ha detto...

Grande! Sei stato bravissimo!
e in più un ottimo blogger.

Micio1970 ha detto...

Super-complimenti: sono emozioni difficili da descrivere ma tu ci sei riuscito alla grande!

runners per caso ha detto...

bravo bel racconto davvero molto emozionante

continua cosi sei grande
denise

Elis & Albe ha detto...

GRANDE ALBERT!!!
sei stato davvero bravissimo, hai fatto una gara bellissima, un GARONE!! Devo ammettere che anche da spettatrice, in un ambiente così mozzafiato e con la voglia di correre da una parte all'altra per vederti, passare l'emozione è stata forte. E la tentazione grande...
Grazie per la bella domenica passata insieme.
elis e albe

Furio ha detto...

.........arrivo un po' tardi Albe, ma arrivo.
Complimenti per l'esperienza che hai portato a termine, a me queste cose mancano proprio, spero di poterle affrontare un giorno e che non rimangano solo nei miei sogni.
Ora ti aspettano le vacanze in Sardegna ;)
Grande Albert, ti sei fatto un gran regalo!!

Furio ha detto...

mmm ero convinto di averti postato un commento...maledetta censura ma quando la togli?!?
Devo aver sbagliato il codice di verifica parola; ti rinnovo i complimenti, grande avventura Albert, ti auguro di portartela sempre con te ;)

emme ha detto...

bravo albert.
peccato solo che non ci siamo conosciuti e, a vedere il tuo crono, è ben facile che tu mia abbia passato nella discesa o nell'ultimo tratto di piano (ho concluso in 7h50, avevo una bandana legata intorno al ginocchio destro e in discesa zoppicavo... pettorale 333).