sabato 23 agosto 2008

sport pulito, piccolo sfogo

Se pubblichi il miglior disco rock della storia non ti fanno l'antidoping.
Se superi il colloquio di lavoro della vita non ti fanno l'antidoping.
Se vinci le elezioni non ti fanno l'antidoping.

Perché devono farlo a chi decide di vivere di sport, di diventare una star dello spettacolo sulle strade del Giro, del Tour o in una pista di atletica? Per carità, non parlo di campi di calcio in quanto a nessuno viene in mente di svegliare le star del pallone alle 4 di mattina prima di una partita di campionato o durante le vacanze appena ritornati a casa dopo una notte in un locale alla moda...
Lo sport governato dagli sponsor è uno delle tante varianti dello spettacolo e quindi perché non deve seguire le stesse regole? Quando ascolti un assolo di chitarra da brivido mica ti chiedi cosa aveva preso il rocker, allora perché devi chiederti come fanno a salire sul Bondone a 30km/h ?!?

In questo mondo dove per emergere c'è chi non ci pensa due volte a fregare gli altri e soprattutto a fregare sè stesso cercando scorciatoie di ogni tipo non vedo perché si continua a parlare di sport pulito. I soldi che investono nell'antidoping li diano in beneficenza o vadano a finanziare gare senza star alla partenza.

Se sei onesto con te stesso lo sport pulito lo trovi da solo, capisci che una cotta mostruosa al 30' in maratona o sui tornanti del Manghen fanno parte del gioco - e se lo pratichi lo sport pulito lo puoi anche insegnare e dalle difficoltà imparare lezioni che servono nella vita di tutti i giorni. Ed è così che va presentato ai giovani che cominciano.

Le pagine dei giornali sportivi sono piene di pubblicità di prodotti di vario tipo che propongono recuperi incredibili, prestazioni super, fatiche dimenticate: si comincia con un barattolo di aminoacidi e se poi ti "sembra" che funzionino perché non provare, solo per una volta, promesso! qualcos'altro per abbattere questo maledetto muro delle 3 ore che sono anni che rincorro?!?

Io resto della mia idea, lo sport lo pratico perché mi fa stare bene, mi insegna a conoscermi (mente e fisico) e a trattarmi bene - se vado più forte è perché mi sono allenato bene, ho mangiato bene, se vado più piano, pazienza, forse è il momento di tirare il fiato, riposare e leggere un buon libro...

8 commenti:

Anonimo ha detto...

Pienamente d'accordo....infatti mi sono letto tanti bellisimi libri in questo periodo :)....
ciao Marco di "Esperienza Corsa"

giovanni56 ha detto...

Non sono d’accordo.
Lo sport è espressione fisica, anche mentale, ma soprattutto fisica.
Liberalizzare il doping significa entrare in un circolo senza fine.
Significa ritrovarsi donne che fuori sono uomini, uomini gonfiati come manzi dalla vita breve, ma soprattutto ragazzi, bambini rovinati (giro in cui inconsciamente potrebbero far rientrare anche tuo figlio).
Non sarebbe più finita.
Ed il miraggio dei soldi potrebbe coinvolgere anche chi, adesso, si chiama fuori come te.

albertozan ha detto...

Più volte anch'io ho pensato c***o allora liberalizziamolo!! Ma poi a pensarci bene, ad analizzare tutte le conseguenze.. si formerebbe una spirale senza via d'uscita..! Quindi alla prima positività 3 anni di stop (perchè la buona fede bisogna garantirla a tutti...) alla 2^ invece squalifica a vita e altre pene accessorie...

Furio ha detto...

Sono parzialmente della tua opinione, ma secondo me sarebbe pura utopia non fare controlli antidoping e vedere qualcosa di credibile in qualunque sport; doparsi fa comunque male e sarebbe pure possibile venir dopati dalla propria società all'insaputa a quel punto.
Sul punto di vista di una società dalla mente malata...mi trovi concorde al 100%

GIAN CARLO ha detto...

Se lo liberalizzi le gare sono senza trucchi e già è qualcosa. Solo che, dato che la società è malata son senza trucchi perchè tutti drogati(al 150%).
Giusto ?
Boh !

oscar ferrari ha detto...

Più controlli antidoping significa anche più stimoli alle case produttrici per sviluppare sostanze che ad essi sfuggano. È una spirale anche questa

Claudio ha detto...

Vedo due strade o uno sport dove gli uomini sono dei prototipi stile F1, dove tutto è più o meno lecito oppure dovrebbe essere guerra totale.
Purtroppo il Dio Denaro ha la meglio ed è più comodo chiedere la defiscalizzazione dei premi piuttosto che non prendere nulla.
A me fa più paura il doping dell'amatore, quello che si spara in corpo qualsiasi cosa senza il minimo controllo perché ha letto (poco e male) una pubblicità (ingannevole) o perché consigliato dall'amico (?) del momento.
Se penso che c'è chi si sottopone anche a interventi al naso per respirare meglio e limare un centesimo...

Pimpe ha detto...

quando diventa una questione economica .. anni fa ho conosciuto Ben Jonson... poi ne e' seguito un elenco interminabile..