lunedì 15 giugno 2009

ventiquattro ore

La sirena da stadio annuncia la partenza della gara. Il cielo minaccia pioggia.

Mauro parte per il suo primo giro e mezzo del lago di Serraia, l'ha saputo all'ultimo, che sarebbe stato il primo.

E' la quinta edizione del Mai Zeder, la 24 ore che si corre intorno al Lago di Pinè.

Dopo la partenza mi dirigo a passo svelto verso la colonia che funge da campo base e da zona cambio per gli atleti in gara.

E' il mio turno e ancora non piove, ma le nuvole nere non promettono niente di buono.

Cerco di darmi un tono nei primi metri in leggera discesa subito smorzata dalla contropendenza che attraversa le case di Sternigo al Lago, si arriva al primo chilometro di nuovo in leggera discesa, se non fosse per il vento contro veloce e fastidioso: si passa davanti all'imbarcadero, la curva del muretto di fronte al Serraia – ricordi di un'età lontana - e si imbocca la strada verso il Lido. Questo tratto è tutto pianeggiante e io cerco di spingere sulle gambe, ma il fiato è corto in gola. E' sempre l'emozione a tradirmi, a non darmi tregua anche se ci siamo ripetuti allo sfinimento che siamo qui per divertirci. Ma ti senti comunque addosso la responsabilità per la squadra. E allora corri come puoi, più che puoi adesso costeggiando la riva del lago nel suo tratto più bello, quello del bosco. E ti arriva nei polmoni l'odore della terra bagnata, degli alberi ancora umidi di pioggia e quello salmastro dell'acqua del lago. Dopo il terzo chilometro lo sforzo è tutto dentro la testa, ci sono un paio di salite che spezzano il ritmo e si inizia a sentire la fatica, l'acido lattico dappertutto. Ma ecco aggirata la colonia ci sono i compagni di squadra e mi aspetta Alberto a darmi il cambio.

Lui è veloce e corre leggero. Poi arriva il turno della Eli, per la prima volta nella squadra, tradisce emozione, ma corre svelta, un passo dietro l'altro per arrivare presto al via dove Alberto l'aspetta dopo una giornata di lavoro. L'asma gli concede tregua mentre corre e lui vola via, poi è il turno di Stefano che insegue a rotta di collo il concorrente di una squadra avversaria, per arrivare prima possibile a dare il cambio a Maurizio, il nostro biondo atletico che darà la staffetta a Matteo, riservato, ma disponibile ed entusiasta del nostro team. Poi è la volta del rosso Umberto, che quest'anno si è dedicato soprattutto alla grafica delle nostre magliette di squadra e infine il nostro capitano, ineguagliabile e sempre presente!

Ancora non ha piovuto, continua a tirare vento e le nuvole girano continuamente sopra di noi. Noi ci alterniamo un giro dopo l'altro e nel frattempo ritroviamo vecchi amici della 24 ore, ne conosciamo di nuovi, ridiamo e osserviamo attoniti gli atleti individuali che continueranno a correre fino a domani.

E' sempre bello ritrovarsi qui, c'è qualcosa di magico anche nel turno di notte – che diventa doppio per dare più possibilità di riposare ai compagni – col frontale in testa a guardare dove si mettono i piedi o rischiarati dalle ombre della luna che fa capolino tra le nuvole. O quando albeggia e la pioggia non è ancora scesa e il torpore del sonno ti avvolge come una coperta di lana.

Anche le ore si susseguono veloci verso le due quando iniziano i giri corti e veloci, per quanta velocità ti possa essere restata, ma ce la metti tutta finché la sirena da stadio alle 15 annuncia che la 24 ore è terminata.

Siamo tutti felici, stanchi ma felici, c'è molta gente e amici che sono venuti a sostenerci e oramai il sole ha contribuito a tenere alto il morale di tutti.

Bravi gli organizzatori, sempre presenti e disponibili. Grazie!

Bravi gli atleti e le atlete individuali infaticabili, bravo Christian – ogni anno e ogni volta che ti di rivedo invidio la tua tenacia e la tua caparbietà. Grazie ad Andrea per il tuo speciale contributo.

Arrivederci alla prossima indimenticabile quanto immancabile edizione del Mai Zeder.

Elisabetta (ten over)

24 ore del Mai Zeder

1 commento:

Anonimo ha detto...

Grazie Elisabetta per il bel racconto e per la visita al nostro blog. Ho sempre creduto che chi crede nello sport, rispetta la natura e crede nei valori di sempre ha una marcia in più, ma non per arroganza per semplicità e serenità !
Mai Zeder ha incluso tutto questo ed ancora oggi mi torna in mente insieme a tutti quegli esseri speciali che ho avuto la fortuna di conoscere in quelle bellissime 24 ore...
Maurizio