martedì 8 settembre 2009

Maddalene (by elis)

Alle prime luci dell'alba il 30 agosto promette di essere una giornata meravigliosa.
Maddalene Sky Marathon, forse non ho nemmeno capito bene di cosa si tratta, altrimenti non mi sarei mai iscritta. Sono così incosciente da non essere nemmeno preoccupata: 40 kilometri e 2200 metri di dislivello sul sentiero 133, Aldo Bonacossa, che attraversa la catena delle Maddalene.
Alle 7 mi presento alla partenza con gli amici di sempre, delle nostre "mattate", l'Albert e l'Eli. L'aria è fresca e frizzante, lo zainetto sulla schiena dona un po' di calore e poi subito in salita verso il Passo Palade il freddo non si sente più.
Io procedo col fiato corto sul sentiero che come una scala santa porta al lago Luco.. Ci arrivo e quasi non me l'aspetto: ho deciso di non far partire il cronometro e non ho il GPS. Quindi mi godo lo spettacolo di una giornata tersa, come solo le giornate di tarda estate sanno regalare, con le ombre più lunghe che scaldano i colori. Proseguo sul sentiero a mezzacosta con una leggera corsa in un continuo saliscendi fra vallette e dossi, sempre sorridente perché lo spettacolo che mi si apre davanti agli occhi è impareggiabile, saluto con gioia i volontari del soccorso e dei ristori sempre pronti a incoraggiare e mi avvio a raggiungere il primo cancello dei 15 kilometri con ampio anticipo.
Da lì in avanti il percorso si fa più faticoso, di nuovo salita per valli selvagge e poco battute, di nuovo un lago meraviglioso prima di scendere al ristoro del 20. Mi sembra di essere un po' in ritardo, ma proseguo fiduciosa, la stanchezza un po' alla volta inizia a farsi sentire, non cedo, continuo a corricchiare e sto bene attenta a dove metto i piedi perché il sentiero è stretto e insidioso. Il sole continua a splendere alto nel cielo, i pensieri che mi accompagnano corrono più veloci delle mie gambe, ma mi aiutano a sopportare la fatica e danno il ritmo al respiro.
L'ultima salita la faccio quasi in apnea fino al passo Binasia e saltello giù alla malga, dove vengo fermata dal direttore di gara. Sono al 30 kilometro e sono passate 7 ore e una mancita di minuti, ma il regolamento impone di fermare tutti quelli che transitano dopo le sette ore... Peccato! Ma sono felice perché già arrivare fino a questo punto è stato un successo, alla mia prima esperienza "fuori strada". Arriva anche la Eli dopo pochi minuti e ci abbracciamo con goia, dividiamo una birra con i volontari, che ci viziano e si complimentano e scendiamo a valle con la camionetta dei pompieri - anche quella un'esperienza!
Un'indimenticabile giornata ed esperienza che mi ha fatto tornare alla mente le parole di Roberto Piumini " Chi guarda a lungo la terra e gli alberi e il mutare luminoso del cielo non sente il bisogno di altre abbondanze"
Bravi agli organizzatori, grazie a tutti i volontari del soccorso e non per i loro sorrisi e la loro genitlezza, grazie agli amici che ho incontrato e arrivederci al prossimo anno!
elisabetta

2 commenti:

Anonimo ha detto...

..Ely, no lè che da chi en po de temp me toca vegnir alle gare e far el tifo per ti enveze che per to marì ??? Brava
Ciao Gio62

Eli ha detto...

Brava Elis, o anche detta Betty! Mi ritrovo tanto in quello che hai scritto! è stata una giornata indimenticabile!!!
P.S. per Gio62: c'è un po' di confusione con i nomi!!! Ricordi la Betty che era a Courmayeur a fare il tifo all'Albert per il Valdigne? Lei è la mia amica ed è lei che ha scritto il bel racconto sulle Maddalene!!! Per aumentare la confusione ti dico anche che il suo compagno si chiama... Alberto!! Non aggiungo altro :-)