martedì 28 dicembre 2010

Tsion

Tsion, fra poco tre anni, è qui da cinque mesi.

Cinque mesi nei quali ci siamo conosciuti, dove i nostri caratteri si sono incontrati, studiati, scontrati, capiti e forse anche un po' cambiati. Lei adesso capisce bene l'italiano, lo parla discretamente, divora vocaboli giorno dopo giorno e comincia a metterli anche in ordine all'interno delle frasi. L'amarico che parlava è ormai dimenticato, resta impresso solo in un bloc notes dove rimarrà per sempre il primo lessico che abbiamo usato per capirci.

Adora (anche troppo!) la cucina trentina e per fortuna gli acciacchi che si è portata dall'Africa sono in via di guarigione, grazie anche all'aiuto del dottor Zavarise di Negrar che ci ha seguiti e aiutati con grande professionalità e umanità.

La piccola da poco ha cominciato a frequentare la scuola materna e si sta inserendo bene, un po' alla volta inizia anche a socializzare con i bambini della sua età, fino ad ora è vissuta in un ambiente abbastanza protetto, una piccola cerchia formata da me, Eli (mia moglie), le nostre famiglie, qualche cugino e gli amici più stretti. Nel primo periodo abbiamo cercato di rassicurarla e di farle capire che sulle persone che ha conosciuto può e potrà contare per sempre.

Di proposito abbiamo voluto tenerla lontana da una modernizzazione shock: se usiamo il cellulare non lo usiamo davanti a lei, la TV in casa non c'è (ci pensano già i nonni), guardiamo solo assieme qualche cartone (i grandi classici!) in dvd ma non di più. Purtroppo arriverà da sola a rincogl... con SMS, facebook e "realtà" imposte.

Siamo sinceri, non sono stati mesi molto facili, la sua testolina sicuramente ha ancora impressi i ricordi dei suoi primi due anni di vita, non ne ha mai accennato, ma sono li, chiari, forse ancora di più la notte quando da sola nel lettino tra un sogno e un altro qualche volta torna sicuramente nella sua Etiopia. Non credo siano brutti ricordi, ma si tratta sempre di un distacco totale che per qualsiasi motivo a due anni non si comprende: spaventa e rimane. Poi, le sue regole non sono le nostre e in questo momento solo noi dobbiamo capire e chiederci se il nostro vivere da occidentali è proprio sempre quello giusto. Ne dubitavo già prima, adesso ancora di più... In tutta franchezza anche la nostra testolina non era pronta al 100% a questa meteorite che ci è caduta sulla testa!

Per mia moglie la maternità è stata faticosa, la piccola è vivace, curiosa e ha capito e subito ha approfittato del fatto che in questo periodo le leggi le poteva scrivere lei: io lavorando vivevo meno la giornata e spesso tornando a casa mi rendevo conto di chi aveva ancora energie e di chi stava raschiando il fondo del barile per cercarne altre implorando aiuto, time-out, please...; e allora via, cambio, tocca al papà a chiudere la serata, a metterla a nanna, prima con interminabili negoziazioni e adesso con una carezza, qualche minuto di "manina" e un "buonanotte Tsion, sì non preoccuparti, lascio la luce accesa”.

Ha un bel caratterino, la nanetta (come la chiamiamo affettuosamente noi...), molto ostinata, deve essere stata abituata fin da piccolissima ad arrangiarsi, quindi guai ad aiutarla se non lo chiede lei. Poi, quando proprio capisce che oltre non può andare ti guarda con due occhioni dolcissimi e ti dice: "papà aiuta". Certe volte ti fa proprio arrabbiare, altre, TANTE!, ti fa morire dal ridere per quanto riesce ad essere simpatica e viva, con una gestualità e un'intelligenza sconcertanti. E poi apprezza la musica dei Ramones, e non è poco...

L'anno scorso il Natale lo abbiamo trascorso con un decreto in mano, un incarico dato al CAE, tanta speranza e nulla di più; adesso siamo a casa in tre, l'albero di Natale illuminato e tanta neve fuori dalla finestra. La nostra vita è cambiata completamente, ritmi, tempi, punti di vista, un bambino sempre te la cambia, un bambino adottato ancora di più, il suo passato è sempre con lui, qualcuno in qualche lontano ufficio in Africa ha deciso che noi saremmo stati il suo futuro.

Un'altra Tsion sta trascorrendo il suo ultimo natale in Etiopia, il prossimo speriamo lo trascorra anche lei sotto la neve del Piemonte, coccolata dal calore della sua nuova famiglia.

Pazienza, tanta, sempre, in ogni momento, Amore è quello che serve per andare avanti, per superare le difficoltà, mai da soli.

Tanti auguri di Buon Natale e felice anno nuovo da una famiglia neonata. In particolare, per tutte le coppie in attesa di abbinamento e sentenza un grossissimo in bocca al lupo, tenete duro, questi piccoli africani vi riempiranno la vita e il cuore!!!

Alberto, Elisabetta e Tsion

1 commento:

Caio ha detto...

Mi ero avvicinato a questo blog incuriosito dal Trentino, che è mio luogo di lavoro e potrebbe essere presto casa mia. Ho fatto un grande affare. Buon 2011 a tutta la famiglia