domenica 15 maggio 2011

Porte di Pietra 2011: finisher!

L'anno scorso dopo 40km la testa e il fisico mi avevano abbandonato: primo (e fino ad ora unico) ritiro durante una corsa. Avevo lasciato la val Borbera con la promessa che a ogni costo sarei tornato per chiudere le Porte, almeno ancora per una volta.
Proprio, a ogni costo: in un anno sono cambiate tantissime cose nella mia vita, la bambina prima di tutto, uno spettacolo di emozioni ma anche la consapevolezza che il tempo libero non era più quello di una volta... Così, a cominciare dall'inverno ho ripreso ad allenarmi con una certa regolarità, in ore assurde (dopocena) o nei weekend, senza mai fare uscite lunghe, non me la sentivo proprio di stare fuori casa per più di 3-4 ore. La forma in progressione è migliorata, la prova alla TCE mi aveva dato buone sensazioni. Proprio quando le cose si stavano mettendo bene è arrivata una botta di influenza che dal weekend di Pasqua per un paio di settimane non mi ha dato tregua.
Sembrava proprio che il ritiro quest'anno dovesse arrivare al km 0. Poco allenamento, fisico acciaccato ma in compenso TESTA DURA.
Così sabato mattina, bella giornata primaverile, alle 8 ero alla partenza della mia quarta partecipazione alle Porte. Sono arrivato come mai avevo fatto prima: niente alimentazione curata nella settimana prima della gara, pochissimo riposo e una borsa preparata in fretta il giorno prima con il timore di aver dimenticato tutto. Un unico obiettivo: arrivare e obbligarmi a fare un ritmo costante senza mai farmi tentare da inutili accelerate, discese veloci o altre cavolate che avrei pagato con gli interessi.
Ormai il percorso lo conosco bene, i primi 40km per me sono i più impegnativi, si corre nel bosco, molti saliscendi, le gambe ancora poco stanche. La mia fortuna è stata quella di incontrare un ragazzo valdostano che ha impostato un ritmo perfetto: abbiamo fatto almeno 10km assieme, lui davanti, io dietro, neanche una parola, mi ha praticamente accompagnato fino alle capanne di Carrega, per me il giro i boa, il punto di non ritorno. Qui l'anno scorso mi ero fermato, qui ho capito quest'anno che sarei arrivato. Dopo il pieno di acqua e uno spuntino siamo anche riusciti a fare due chiacchiere, dopo il mio compagno di metà percorso ha proseguito con il suo ritmo, io lo ho salutato preferendo calare un attimo, quel ritmo a quel punto non mi andava più bene, quando si comincia ad andare fuori giri dopo 50km meglio accendere le spie e frenare! Alle capanne di Cosola ho trovato Grazia e Diego i cari amici che il giorno prima mi avevano stordito a base di costolette e Bonarda e adesso mi aspettavano per vedere se la cura proteica dava i suoi effetti (GRANDI!). Dopo due chiacchiere e due passi assieme ci siamo salutati e sono tornato in solitudine a cavalcare le creste dell'ultimo tratto in quota che a quel punto costringe a lavorare di gambe e testa, il tutto condito da paesaggi mozzafiato, sole, vento e temporali all'orizzonte che invitavano a non mollare. Si arriva al Giarolo, 60km circa, sapendo che li la salita è finita ma ci sono ancora una decina di km in discesa che possono massacrarti e farti perdere ore. Incredibilmente le gambe che fino a poco prima non ne volevano più sapere di correre hanno trovato simpatica la discesa e si sono rimesse al lavoro, un bel ritmo, quasi troppo dopo dieci ore, ma il motore era ancora a posto. Eterna questa discesa, fino che non si vede il campanile di Cantalupo sembra non finire mai. Poi finalmente l'asfalto che vuol dire ultimo chilometro, si raccolgono le ultime forze, si indossa una maschera che nasconde la fatica e poi ecco mia moglie Elisabetta e la piccola Tsion che ormai ci ha preso gusto a battere il papà in volata e tagliare il taguardo prima di lui.
Grande emozione, ce l'ho fatta, sono veramente contento, non ci speravo, praticamente con un allenamento insufficiente e una bronchite ancora in tasca ho chiuso le Porte in 11h e 9'. Tenendo conto che la mia prestazione migliore era stata di 10h e 10' in perfetta forma e con un percorso più corto di due km non posso che ritenermi soddisfatto.

Qualche nota tecnica:
CIBO: 3 minipanini con speck e grana, una bustina di frutta secca mista, due composte di frutta, due barrette tipo grancereale, due borracce sempre piene da 500cc, una di acqua e una di acqua+sali più un bicchiere di coca miracoloso offerto da un amico (non faccio il nome perchè se gira la notizia l'anno prossimo lo rapinano :-)
ATTREZZATURA: zaino Olmo 5 (perfetto anche se al limite per questa distanza) con dentro (oltre il cibo) maglietta e pantaloni di ricambio, antivento, buff, guanti di pile, cellulare (spento) e attrezzatura obbligatoria.
VESTIARIO: completo da corsa e scarpe trail "Decathlon", berrettino da sole, guantini da bici e bastoncini (FONDAMENTALI per arrivare quando le gambe non sono al 100%).

Alla fine qualche saluto:
agli Orsi: grande organizzazione, tracciato balisato alla perfezione, grande accoglienza, dopo qualche anno posso riassumere solo con una parola: AMICI.
a Grazia e Diego: ottima grigliata, un pranzo tra amici rilassante in un ambiente pieno di tranquillità! (vi aspettiamo!)
a Massimo e Manuela: si sta proprio bene da voi!

Chiudere qui con le ultratrail? Non lo so, l'idea era quella...

5 commenti:

franchino ha detto...

Un bel ritorno e una giusta rivincita!
L'idea era quella di smettere con le ultra, ma il cuore che ti dice...?!
Buone corse!

Bicio ha detto...

Congratulazioni... Bellissima!

arirun ha detto...

io ti avrei squalificato per aver sfruttato la scia di quella bella bambina...complimenti ultra

Anonimo ha detto...

Che dire, bravo Alberto.
Quest'anno avevi degli occhi diversi... Piu' felici, come quelli di Eli. Chissa' come mai? Ciao Papa' volante.
Checco

Eli ha detto...

E' stato un weekend speciale. Grazie a tutti gli amici che abbiamo rivisto con così grande piacere. Questa è la VERA bellezza del trail, il mondo di amicizie e affetti che racchiude e che speriamo di riuscire pian piano a trasmettere anche alla nostra stellina!
Eli