lunedì 4 luglio 2011

Lavaredo Ultratrail 2011


E' stata la mia prima gara trail e come tutte le prime cose non si scorda mai. Quest'anno, consapevole dello stato di forma non proprio al massimo (anche se qualche volta osare un pochino non farebbe poi male...) ho preferito non iscrivermi alla LUT ma dare la mia disponibilità come volontario.
Quando mi vedevo già dietro un tavolo a distribuire panini e thè per ore e ore mi è invece arrivata la proposta di Simone per fare da apripista per la seconda metà del percorso, che già di suo rappresenta un bel trail di 45km e almeno 2000D+.
Venerdì sera quindi, dopo aver staccato dal lavoro alle 16 mi sono messo in macchina e da solo (per la prima volta senza l'Eli e per la prima volta con Tsion che al telefono mi diceva "papà perchè vai sempre a correre?!?") sono partito alla volta di Auronzo, base di partenza di quella che sta diventando la più bella e importante competizione trail italiana. Un po' alla volta dico, perchè Simone, Cris e tanti amici e volontari hanno fatto crescere questa competizione con molta umiltà, tanto impegno, tanta passione, migliorandola di anno in anno e ricevendo sempre più consensi e apprezzamenti.
Dopo il doveroso piatto di pasta e l'immancabile birretta, due chiacchiere con visi noti e nuovi trailers mi sono spostato qualche chilometro più su, per incontare i miei due compagni di avventura, che non conoscevo e quindi con l'incognita e il timore di poter essere una brutta zavorra al loro seguito.
Ci siamo incontrati con Mario e Omar a Palus (base di partenza delle mie due LUT, quanti ricordi!!!) verso le 21, un caffè e poi una mezzora per preparare abbigliamento e zaino, scelta molto difficile dettata dalle condizioni meteo che prevedevano freddo in quota. Ho optato per abbondare, vestito lungo e nello zaino guanti, berretto di pile e un'antivento in più, scelte che poi si sono rivelate molto importanti.
Alle 22 in punto, come da disposizioni di Simone, siamo partiti, frontale in testa e qualche decina di metri di nastro per rifinire il già ottimo balisaggio predisposto nei giorni precedenti.
E' stata una nottata per me indimenticabile: dalle 22 alle 4 una cavalcata su sentieri con il solo rumore delle nostre scarpe, dei bastoncini, del vento e dei torrenti da farci compagnia. Buio totale, niente luna ma stelle quasi più vicine. Alle 4, quando il grosso era fatto il cielo ha cominciato a illuminarsi per regalarci un'ora dopo un'indimenticabile alba dolomitica, senza parole, difficile da descrivere.
Alle 7 il nostro compito si è esaurito, abbiamo tagliato il traguardo di Auronzo davanti a qualche pensionato che soffriva di insonnia e a chi stava aprendo i primi bar, dopo 9 ore di camminata veloce in salita e corsa leggera sui falsipiano e nelle discese. Un bel ritmo, per fortuna non esagerato, qualche volta accompagnato da qualche battuta, tanti silenzi per ascoltare la notte, poche soste per caricare acqua e mangiare qualcosa.
Appena in tempo per una doccia calda e tornare ad Auronzo e seguire l'arrivo degli "extraterrestri", in particolare quel mostro di Sebastien Chaigneau che ha completato l'intero percorso in 9 ore e 29 minuti, rifilando mezzora al secondo e un'ora al terzo. All'arrivo sembrava appena uscito di casa per andare a fare jogging lungo il lago...
Nei post precedenti avevo accennato al possibile abbandono delle ultra, dopo questo weekend-lampo in Cadore credo proprio che non sia finita qui! E' un ambiente troppo bello, la gente, le montagne e le emozioni che solo il camminare da solo in montagna in piena notte si possono vivere.
Alla prossima!

Nessun commento: