venerdì 13 luglio 2012

LUT 2012

A distanza di due settimane, dopo un bel periodo di relax al mare, comincio a raccogliere i ricordi della mia partecipazione alla Lavaredo Ultratrail 2012. Si, ce l'ho fatta, ho completato i quasi 120km in 23 ore, un'ora in meno di quello che mi ero prefissato. Si potrebbe scrivere un romanzo, parlare di giornata perfetta, organizzazione impeccabile, paesaggi unici, ... ma per ora mi limito a raccontare un'ora della gara, la più difficile.
Sono all'85km, in gara da una quindicina di ore, circa a metà dell'infinita val Travenanzes. All'ultimo ristoro mi ero fermato, mangiato e bevuto con calma, consapevole che la successiva lunga salita sarebbe stata impegnativa, soprattutto con il caldo incredibile anche ad alte quote. Nonostante questo a un certo punto sento che qualcosa non va più, faccio fatica a mettere una gamba davanti all'altra, il sole mi da fastidio, non sopporto il caldo. Una prima sosta per riposarmi all'ombra e bagnarmi con l'acqua di una vicina cascata. Tolgo tutto quello che è superfluo e mi fa caldo. Riparto, piano, pianissimo, dopo una ventina di minuti mi fermo ancora, scelgo un sasso e riposo. Mi sforzo di non chiudere gli occhi altrimenti mi addormento. Mi superano alcuni concorrenti chiedendomi se va tutto bene, evidentemente non sono un bello spettacolo. Soprattutto una sensazione stranissima, ho smesso di sudare, sono completamente asciutto come un lenzuolo al vento, cosa poco normale, mai capitata prima. Non ho mai pensato di ritirarmi, anche se i pensieri che giravano per la testa non erano dei più positivi. A un certo punto appare una signora che scende dalla valle in senso contrario alla corsa. Si ferma, mi saluta, mi chiede come va e mi offre una bottiglia di Gatorade che nessuno prima di me dice aver accettato. Io non dico di no, la ringrazio, trovo la forza di sorriderle e augurarle una buona passeggiata. Lei riparte, forse era un angelo, forse ho sognato tutto... Mi bevo comunque con calma tutta la bottiglia e lentamente provo a ripartire. Dopo qualche decina di minuti ricomincio a sudare, sento che il passo si fa più veloce, al valico mangio qualcosa senza fermarmi, scollino e in discesa le gambe sono tornate come nuove, elastiche, ricomincio a correre come fossi appena partito. Incredibile! Il morale è tornato altissimo, ho voluto superare la mia prima vera crisi in una gara e superata la crisi ho capito che sarei arrivato, che a tutti i costi avrei percorso gli ultimi 30km che mi  mancavano.
Alle 21 taglio il traguardo mano nella mano con Tsion, alle 21 e 05 bacio le mie donne che mi hanno sopportato in mesi di allenamenti, ordino una birra e collasso su una panchina godendomi la mia piccola impresa.

1 commento:

Alvin ha detto...

Massimo rispetto, solo per averla conclusa, ancora di iù per aver passato quel crisone, in corsa ne ho sorpassati solo 6 o 7 di voi "Marziani della 120km" e a tutti ho fatto i complimenti e ho incitati a non mollare...a me ne son bastati 46 (la cortina Trail)
Complimenti per il risultato!!!